www.facili_prede (Defending Our Kids: The Julie Posey Story)


www.facili_prede

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito e rivisto a settembre 2013)

Mettiamo subito in chiaro una cosa: se questo film si trova qui è solo perché non potevo, ma proprio NON potevo, perdere l’occasione di piazzare nell’home page della MMG (e di conseguenza nell’archivio) un titolo del genere.

Cioè: ‘www.facili_prede’! ‘FACILI_PREDE’!!! Lo vedete quell’underscore? Non è bellissimo? Non è un titolo meravigliosamente folle e QUINDI da ammirare e mostrare a tutti? Ecco, adesso nella MMG c’è ‘www.facili_prede’. Magari altri siti di recensioni cinematografiche hanno un archivio più esteso, hanno più chicche, sono migliori, ma – ad oggi, 11 settembre 2007 – trovatemene uno che ha una recensione articolata di ‘www.facili_prede’. Dai, vi sfido.
Tanta meravigliosezza è tutta farina del sacco dei distributori nostrani, che hanno anche cellofanato il DVD con un fogliaccio di carta colorato con su scritto “I capolavori del cinema”.
Sì, ‘www.facili_prede’ è un capolavoro del cinema.
Che poi, come al solito, quando vedo ‘ste cose io proprio non riesco a sprofondare nella dietrologia, no? (un po’ come quando entri in un pornoshop e, davanti allo scaffale coi vibratori, ti viene da chiederti chi è che scolpisce i cazzi finti e come passa la sua giornata, o quando senti una barzelletta e ti chiedi chi l’ha inventata, cioè, proprio il primo che l’ha detta), e quindi mi metto a pensare al tizio che ha ideato la cosa di mettere quel foglio di carta con scritto “I capolavori del cinema” nel DVD di ‘www.facili_prede’ e a cosa gli passava per la testa. Cioè, ma quello DAVVERO crede che possa esistere qualcuno che prende in mano il DVD, legge il titolo, vede il volantino e pensa “Però! Qui dice che è un capolavoro del cinema! Mi ha convinto, adesso lo compro e a casa lo metto accanto a 2001: odissea nello spazio!”.
Cioè, io boh.

COMING NEXT ON TRISHTEZZA CHANNEL

Il film è uno di quei classici tv-movie che trasmettono il pomeriggio e che riguardano LE PROBLEMATICHE SOCIALI DEL MONDO MODERNO ODDIO NELLA VITA CI STANNO I PERICOLI CHE TI POTREBBERO SUCCEDERE PROPRIO A TE GUARDA È UNA COSA COMUNE NON TI CREDERE CHE POI NON TI SUCCEDONO A TE!
Siccome una pellicola del genere non ha alcuna pretesa dal punto di vista tecnico (che in questo caso rimane comunque negli standard di un prodotto grigissimo e anonimissimo in cui non si deve neanche sospettare che dietro la macchina da presa ci sia una presenza umana), passiamo oltre e valutiamo ‘www.facili_prede’ per le sue tematiche, ovvero il motivo per cui è stato messo al mondo.

Il tema del film è: internet è l’inferno dei bruti e se tua figlia (agnello ingenuo e senza macchia) ci entra dentro è matematico che se la inchiappettano. Quindi – tu, madre – stai attenta e FAI QUALCOSA.
Lo spunto viene da una storia vera (capito? Quindi AHAHAH VEDRAI CHE TI SUCCEDE PURE A TE!).

In pratica succede questo: come in altri centinaia di milioni di casi, se si unisce una ragazzina 14/15enne ad un computer quello che si otterrà è un profilo Facebook, AIDS e punti esclamativi.
Per arrivare a questo risultato, però, sarà necessario attendere che venga intrapreso un breve percorso fatto di chat, forum e MSN Messenger, quanto basta alla suddetta creatura a prendere confidenza col mezzo e con le sue infinite possibilità.
La ragazzina di ‘www.facili_prede’, infatti, dopo aver ricevuto in regalo un bel computer corre subito in chat, fatto che stroncherà sul nascere la sua fulgida carriera internettiana, che sarebbe finita con il classico set di foto rintracciabili su Google tramite i termini “jailbait”, “teen slut”, “amateur blowjob”, “barely legal” e via dicendo.
La giovine, ahinoi, non ha fatto i conti con la segretaria dei Ghostbusters, sua madre, ovvero una castrante spia stronza cacacazzi che vive nel mondo delle favole e che nel momento in cui scopre che su internet ci si può addirittura trovare scritto “pupù”, decide che la figlia dovrà rimanere per sempre in un’età mentale di 14 anni e che a pagare sarà anche tutto il resto del mondo.

l’internètt: mamma mia

I fatti, nel film, si svolgono in questo modo (tra parentesi, in corsivo, gli stessi fatti ma nel mondo reale):
- La ragazzina riceve in dono un computer.
(la ragazzina riceve in dono un computer)
- La ragazzina ha accesso a internet.
(la ragazzina ha accesso a internet)
- La ragazzina va in chat.
(Facebook! SUBITO!!!)
- La ragazzina viene abbordata da un quarantenne.
(la ragazzina viene abbordata da un quarantenne, dodici cinquantenni, 861 trentenni, 152 dodicenni, 9.477 sedicenni e 6.495.556.943.911 ventenni nell’arco di un minuto)
- La ragazzina ci casca e crede che detto quarantenne sia interessato alla di lei anima nobile.
(la ragazzina puttaneggia alla grande creandosi un harem spaventoso, si spacca dalle risate, se la tira fino alla morte, scambia due chiacchiere con due tizi sani di mente, ottiene proposte SERIE di matrimonio, sparge il numero di cellulare ovunque e in otto minuti riceve una ricarica sufficiente a telefonare fino a Plutone per quattro millenni in cambio delle sise, provoca 18 suicidi, si fa regalare un Rolex in oro e kryptonite, mette la parola “fine” a 21 matrimoni, mentre i suoi nuovi cani umani le scrivono le poesie si scatta una foto all’occhio da mettere nell’avatar e poi se ne va a dormire soddisfatta)
- La ragazzina accetta un appuntamento live con il quarantenne.
(la ragazzina accetta un appuntamento live con un tot. di gente che copre quasi tutto lo spettro delle possibili età di un essere umano, compresi embrioni e salme che hanno raggiunto lo stato gassoso)
- La madre salva la ragazzina proprio nell’istante in cui il laido quarantenne sta per portarla nella sua tana tappezzata di lussuria e lastricata di morte.
(la madre non viene mai a sapere un cazzo, la figlia scopre che le probabilità di incontrare un maniaco pericoloso su internet sono le stesse che si hanno nella vita reale – dove però non ti fanno le ricariche al telefono – e, quindi, si gode la sua nuova, discutibile vita in scioltezza e serenità senza che le accada mai nulla di spiacevole; tanto, per pentirsi, c’è sempre tempo)

Insomma, niente di speciale, ordinaria amministrazione, fatti che – si voglia o no, che sia “giusto” o meno – accadono tutti i giorni.
Se le ragazzine del mondo reale sono delle paracule che ‘ste cose se le sanno gestire alla grande, la pora fìa di ‘www.facili_prede’ (che il film ci vorrebbe spacciare per una totale rincoglionita capace solamente di dire “sì mamma, scusa mamma”, mentre sono SICURO che la tipa a cui si sono ispirati, la vera figlia della vera Mater Terribilis che risponde al nome di Julie Posey, sta ancora bestemmiando perché si è fatta pizzicare subito come una fagiana), invece, al primo tentativo ha beccato un maniaco vero e quindi è in pieno uragano familiare: la madre ha scoperto come funziona internet e quindi APRITI CIELO!

DRAMA BOMB

Se vedi quest'uomo uscire da una cucina, chiedigli di portarti sua figlia, tanto ormai hai chiuso e non hai più nulla da perdere.

Se vedi quest’uomo uscire da una cucina, chiedigli di portarti sua figlia in mutande e una birra gelata, tanto ormai hai chiuso e non hai più nulla da perdere.

Prima di tutto la figlia viene messa in punizione: niente più internet se non in presenza di un genitore (cosa che – di fatto – costringerebbe chiunque a limitare la navigazione a www.melevisione.rai.it e www.governo.it).
In secundis, Mater Terribilis decide di scatenare la sua furia bigotta repressa (da piccola è stata molestata, quindi c’è la scusa del TRAUMA) su tutto il mondo.
E così, armata di modem e computer, entra in chat, si finge ragazzina e si lascia adescare per poi denunciare alla polizia chiunque abbia avuto la sventura di incrociarla per via telematica.

La polizia riesce a sopportarla a stento, il marito vorrebbe inchiodarla in cucina, la figlia vorrebbe inchiodarla e basta ma lei NO, continua imperterrita a dare la caccia ai maniaci (ovvero quelli che nel mondo reale si chiamano “persone di sesso maschile connesse ad internet”) e si perde in un delirio di C6?, da dove dgt?, m o f?, asl?, :-) :-( :-* :-/ :-o T_T ^______^ o_O :-3 (\___/) 8====o finché non trova qualcuno che le risponde “DAMMI IL CULO”.

E qui, finalmente, arrivano le cose che FANNO RIDE.

A circa metà film, Mater Terribilis arriva ad infognarsi nella sua nuova missione al punto da circondarsi di monitor e computer per poter chattare contemporaneamente con decine di persone. Quello che una scena mostra è un quadretto familiare con un padre e una figlia tranquillamente adagiati sul divano davanti alla tv, mentre una pazza – relegata nella parte di salotto trasformata nella cabina di comando di una nave di ‘Matrix’ – chatta con decine di persone. Se questo è già sufficiente a far ridere, basta usare un po’ di immaginazione ed ecco che la risatona forte sgorga copiosa dalla gola: cioè, pensaci, da una parte padre e figlia teneri teneri si stanno a vedere – che ne so – ‘Il re leone’ e da una parte c’è mammà bombardata di messaggi tipo “FAMMI VEDE’ LE ZINNE”, “VOGLIO LA FICA”, “TI ASPETTO NUDO IN CAM”, “SEI BAGNATA”, “TI SFONDO IL CULO” e tutte quelle amenità che ben conosce chiunque abbia mai fatto finta di essere una donna in una qualsiasi chat.

L’apoteosi, poi, arriva quando ‘sta pazza esaltata decide di fare da esca e travestirsi da pupetta per catturare un maniaco, un coione tale che non si accorge neanche che quel nano rugoso che si trova di fronte è tutto FUORCHÉ una ragazzina e tenta di rimorchiare invece di gridare “Dio mio, ma allora esisti davvero MAESTRO YODA!!!”.

E pensa se ‘sta rompicoglioni beccava la figlia sulla Morelli’s Movie Guide.

Diretto da Joanna Kerns, con Annie Potts e Ksenia Solo

 

Terror
Final Thoughts

Film per la TV che mostra come si è arrivati alla Pre-Crime di Perverted Justice e a programmi spassosissimi come To Catch a Predator, ma senza un briciolo della malcelata e sadica ironia che contraddistingue Chris Hansen quando sta per incastrare quelli come te, derisi da tutti quelli che non sono ancora stati beccati. Leggendo il testo potrebbe venirvi voglia di vedere il film, ma è solo uno spreco di tempo prezioso che andreste a sottrarre agli adescamenti on-line.

Overall Score 2 Una merda

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