World War Z


WWZVedere World War Z è come uscire con un’isterica.

Sicura che sei la stessa della foto su Facebook?

Tanto per cominciare, mi era stata promessa un’affascinante mora con una terza abbondante e genuina e invece mi ritrovo con un manico de scopa co le sise finte.
Perché sì, dai, World War Z, il film, non c’entra nulla con World War Z, il libro.
Se il volume di Max Brooks è un intreccio di mille storie dall’apocalisse zomba e il trionfo definitivo del non-morto classico, quello che va lento e geme come tu’ nonna quando dorme, il film di Marc Forster condensa in una storiella asfittica la solita ammucchiata di matti che corrono in CGI.
Per adesso tenete da parte dentro la testa l’argomento “Veri zombi Vs. matti che corrono”, perché prima o poi ci torneremo con una lunga disquisizione animata dalla furia dei giusti e proseguiamo.
Del libro di Brooks, dicevamo, non è rimasto praticamente nulla: che il testo fosse perfetto per una serie tv era chiarissimo fin da subito a chiunque avesse letto il libro (Ma prego, The Walking Dead, passi prima lei! No no, si figuri, ci castri con tutta calma la possibilità di fare una serie su World War Z, non c’è problema! Anzi, non è che le piacerebbe pure scoparsi mia sorella?) ma un adattamento di un paio d’ore non era certo impossibile, a patto – ovvio – di avere uno sceneggiatore in grado di destreggiarsi con molte storie parallele e graziato dal dono della sintesi. E invece no, si è scelta la via diametralmente opposta concentrando tutta l’attenzione su di un solo protagonista che, solo marginalmente, entra in contatto con diverse zone del pianeta in via di devastazione.
A questo punto, però, il titolo “World War Z” non solo è fuorviante, ma addirittura truffaldino per tutti quelli che hanno visto il film attratti dal ricordo del libro. Perché sia chiaro, in questo caso non è una questione di brutta o pessima riduzione cinematografica, o da nerd del cazzo che entrano in fase emo perché gli danno una curatissima trilogia della durata di circa diecimila ore MA è stato escluso Tom Bombadil, MA la lavastoviglie degli elfi ha tre ghirigori sulla facciata anziché quattro ghirigori e MA Sucalor figlio di Frociodor nipote di Cacadur è un orchetto invece che un’anima de li mortacci loro e quindi APRITI CIELO!, no: in World War Z è proprio una questione di divergenza che parte dalle fondamenta, dalla struttura portante, dal concetto di base e si estende fino a toccare ogni particolare, rendendo il film completamente diverso dal libro.

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Vabbè, dai, ti sei messa la foto di un’altra però mi sembri comunque simpatica: andiamosi a divertire!

Però dai, a essere onesti ‘sta scema buciarda di World War Z non sembra proprio malaccio, in effetti.
Sì, per carità, è il solito orrorino da turisti, la solita cosa innocua col sangue nero dove un fiume di zombi anziché provocare un tornado di intestini alza soltanto molta polvere, ma è anche innegabilmente divertente, se non altro perché, per la prima volta, il budget a disposizione permette di vedere un’invasione di non-morti di grossa scala che può essere una piacevole distrazione dalle solite scorribande di pick-up pieni di cugini dell’Alabama, o un’alternativa dumb al trio romeriano uomo/donna/negro che cerca rifugio dentro una serie di allegorie politico-sociali.

…E a un certo punto scappa via dal locale, si va a chiudere in camera sua e non esce più. Cioè ma che cazzo

Questa World War Z sarà pure una stupidina divertente, ma è una pazza isterica. Eravamo a divertirci shpenzierati in Israele quando, tutto ad un tratto, mi lascia lì come ‘no stronzo co lo spritz in mano, si va a barricare nella sua stanza e la serata finisce con un suo SMS che mi dice “poi ti spiego”.
Ma come? Proprio mò che mi stava a prende bene? Ma io no lo so. Ma si fa così?
Ed ecco che l’apocalisse zomba piena di caciara ad catzium diventa un thriller da camera in cui non solo tutto è teso a svelare il Terzo Segreto di Pulcinella, ma quel poco che il film aveva di buono viene abbandonato lasciando che il misero impiantino narrativo che fino a quel punto era stato montato senza alcuna convinzione crolli miseramente come un castello di carte, come uno che tenta il bluff e al primo rilancio abbandona con la coda tra le gambe invece di contro-rilanciare con un all-in:

SPOILER

Al di là del fatto che io O D I O quando l’apice spettacolare di un film cazzone è a metà pellicola, che in questo caso è rappresentato dalla caduta di I$®a€Le (sì, no, scusate, è che di questi tempi a scrivere certe combinazioni di parole c’è da cacasse sotto, non vorrei ritrovarmi l’FBI in salotto, meglio camuffare un po’), c’è da dire che il totale cambio di registro della parte finale, interamente – quanto inutilmente – dedicata alla soluzione del giallo (seh…), non fa altro che amplificare di brutto l’insensatezza cosmica della stessa spiegazione.

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I matti che corrono evitano i malati.
Uhm.
Ora, per carità, l’ultima volta che sono stato coinvolto in un’apocalisse coi zombi è stato tanto tempo fa, neanche c’era l’internètt, quindi magari mi ricordo male, però mi sembra che in una situazione in cui decine di migliaia di persone si pigliano a mozzichi, i primi posti che vengono presi d’assalto (dai matti, dai feriti, dai normali, da CHIUNQUE) sono gli ospedali, e quindi ecco, insomma, io credo che questa cosa dei malati che vengono evitati si sarebbe scoperta in contemporanea mondiale tipo a trenta secondi dall’inizio dell’epidemia, e no dopo GIORNI per mano di Brad Pitt schiantato a Cardiff, ecco.
Però ripeto, è stato tanto tempo fa, può esse che mi ricordo male.

E a proposito di bluff cacati male e naufragati pietosamente, a cosa serviva spostare la famiglia dalla portaerei (“Ve ne dovete andare! TA-DAAAAANN!”) se poi della stessa famiglia non abbiamo più alcuna notizia (stanno bene?, stanno male?, stanno così così? Risposte che forse, un giorno, troveremo soltanto nel vastissimo cimitero dei subplot abbandonati come manco li cani) fino alla fine del film, che ce la mostra felice e beata sule coste di soncazzo?
Ah, hei, ma l’avete visto Matthew Fox (Jack di Lost) sulla portaerei?

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The Final Beffa

Il bello, poi, è che nella manciata di secondi che precedono i titoli di coda ti viene mostrato esattamente il film che avresti voluto vedere, quello con la gente che lanciafiamma le colonne di zombi dai tetti dei palazzi, quello in cui i matti che corrono vegono attirati in uno stadio e poi presi a missilate, quello in cui I RUSSI SI DIFENDONO CON LE A L A B A R D E (oddioddioddio cazzo fatelo adesso quel film porcoddue giratelo subito!!!), e invece che tutto questo bendiddio tu ti sei dovuto sorbire tre quarti d’ora di corridoi vuoti con Favino e Brad Pitt che cercano l’AIDS.

Vabbè.

Di Marc Forster, con Brad Pitt, Mireille Enos, Daniella Kertesz, David Morse e Pierfrancesco Favino

Recensioni
Final Thoughts

Fosse rimasto nei confini della minchiata spettacolare, World War Z avrebbe anche potuto trovare un piccolo parcheggio nella rilassante zona residenziale Non ti Voglio del Tutto Cacare in Petto, ma così com'è, né carne, né pesce, dovrà imparare a convivere con quella sgradevole sensazione di caldo sullo sterno.

Overall Score 2.5 Lo zombi non corre

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