Skyfall


Skyfall01È una domanda alla quale non ho ancora trovato una risposta definitiva: come è possibile che Skyfall abbia riscosso un successo mostruoso in ogni angolo del mondo?
Perché sì, insomma, non stiamo parlando semplicemente di grossi incassi, ma di una pioggia di soldi GIGANTESCA, un film che – senza neanche l’aiuto del sovrapprezzo dei biglietti per le proiezioni in 3D – è riuscito a battere, a livello mondiale, successi fuori scala ed epocali come i Batman di Nolan, tutti i Toy Story, tutti gli Star Wars, tutti gli Harry Potter e i Signori degli anelli tranne uno, tutti i Pirati dei Caraibi, Jurassic Park e tutti i cartoni animati mai fatti fino a piazzarsi – a novembre 2013 – all’ottavo posto della classifica dei maggiori incassi della Storia battuto soltanto da un pugno di MONSTRI COLOSSALI come Avatar, Titanic, The Avengers e pochissimi altri, quasi tutti aiutati dalla quota di incassi derivata dalla maggiorazione del 3D.

Forse è stata la sinergia 50° anniversario della serie/Olimpiadi di Londra, forse è stato il traino dato dalla canzone (è un fattore da non sottovalutare, credetemi) dell’allora ultra-popolare Adele, non saprei. Fatto sta che, senza ombra di dubbio, quando un film raggiunge certi livelli di successo è perché riesce a far scattare qualcosa di insondabile nel pubblico che trascende l’oggettivo appeal del film e la sua riuscita (o meno) in termini artistici. Il film giusto al momento giusto.

Oppure, molto più semplicemente, la gente è abituata a guardare i film col culo.

È ora di togliersi le mutande dagli occhi

Skyfall è un film che funziona esattamente come una vecchia illusione ottica: avete presente quelle illustrazioni in cui, a seconda di dove si focalizza lo sguardo, si riesce a vedere – ad esempio – un uomo con la barba o una fregna (perché tanto, quando si parla di cose di cervello, è sempre lì che si va a parare)? Magari non riesci ad individuare subito la seconda immagine, magari c’è bisogno che qualcuno ti dia dei riferimenti e te la indichi col dito mentre con l’altra mano bussa sul tuo capoccione stupido e ottuso ma, una volta messa a fuoco anche la figura alternativa, diventerà impossibile non riconoscerla anche in seguito. You can’t unsee.

Freud

Ebbene, permettete che vi aiuti a cogliere la seconda immagine nascosta in Skyfall, che è quella che rappresenta una minchiata senza senso, in modo che anche i più accesi difensori dell’ultimo 007 non possano più non-vedere.

Chiariamoci fin da subito. Con “minchiata senza senso” non mi riferisco a questo:

Skyfall02

né mi riferisco al fatto che Bond sopravviva ad una caduta da un’altezza impressionante dopo essersi beccato una pallottola in pieno petto; questi sono elementi che ancora rientrano agevolmente nel confine dell’accettabile nonostante le forzature e fanno pienamente parte delle regole del gioco chiamato “neo-007″, anzi, rafforzano l’immagine badass/grounded che fin dall’inizio ha contraddistinto la gestione Daniel Craig senza snaturare troppo le fondamenta sulle quali da sempre si regge 007.
Ma è proprio il tono meno cazzaro e nettamente più realistico (sempre rispetto ai capitoli passati) adottato per la fase Craig a rendere inaccettabile le fregnacce che costellano Skyfall in ogni suo snodo.
Perché vedete, il punto è proprio questo: il sano e comprensibile tentativo di tenere Bond al passo con i tempi, aggiustando qua e là alcune (ma decisive) caratteristiche del personaggio (che avrebbe rischiato di soccombere agli incalzanti Ethan Hunt e Jason Bourne) e della serie, ha fatto sì che i confini del campo di gioco venissero modificati e ristretti fino a ridurre il margine di manovra che gli autori avevano per permettersi di schiaffare sullo schermo qualsiasi stronzata che giustificasse una scena spettacolare “alla James Bond”, anche se questo prendeva ogni logica e qualsiasi legge della fisica e gli scopava la faccia senza tanti complimenti.
Se prima, quindi, vedere (tanto per dire) un’automobile che precipitava dallo spazio con dentro 007 e poi atterrava con un paracadute con la Union Jack in una vasca di squali senza che il conducente si facesse un solo graffio era non solo accettabile, ma contribuiva a rafforzare le gambe che da sempre hanno mosso l’intera serie. Ora, che il pubblico ha dimostrato di apprezzare un altro tipo di gambe, spingendo i responsabili di Bond a prendere una nuova direzione, questo non è più possibile per scelta degli stessi autori, che con Casino Royale hanno lanciato un messaggio molto esplicito (recepito ed applaudito da moltissimi, a quanto pare, me compreso) che dice che una macchina che precipita dallo spazio si disintegra al primo contatto con l’atmosfera.
Le puttanatone, quindi, non sono più coerenti e in armonia col contesto.

Credo che il discorso sia chiaro.

Finisco di scoprire le carte: come serie,  007 non mi ha mai fatto impazzire. Come tutto il resto del mondo, apprezzo la fase Sean Connery; per quello che riguarda solo me, poi, continuo a ritenere sottovalutatissimo l’unico Lazenby e a pffff-are tutti i Roger Moore, ho completamente cancellato dalla memoria il corso Timothy Dalton, mi sono vagamente divertito con Pierce Brosnan e, finalmente, grazie a Daniel Craig e Casino Royale, per la prima volta ho terminato un film di 007 con del reale entusiasmo nella testa.

E per carità, anche Skyfall ha del buono e del buonissimo: i dialoghi sono in gran parte molto curati (e mi riferisco soprattutto alla scena in cui Bond è chiamato a fare libere associazioni con lo psicologo dell’MI6 e lo scambio tra lui e il nuovo Q nel museo), e la scena sull’isola deserta, con il confronto col cattivone, oltre ad avere una location molto suggestiva offre uno scambio di punzecchiature eccezionale, in cui si fa della riuscita ironia sull’evidente (anche se mai prima d’ora tirato in ballo) alcolismo di Bond e si mette in leggerissimo dubbio – ohibò! – perfino la sua incrollabile eterosessualità.
Ma ad una scena fantastica, alle belle sequenze dell’ECSIO e a qualche dialogo azzeccato, purtroppo, si contrappongono anche tante, troppe minchiate.

Mamma, ho preso 9 al compito! Come sarebbe a dire “fai cacare”?!?

L’atmosfera generale da rottamazione di Bond è forzata e pretestuosissima: prima lo vediamo cazzuto e gagliardo a scatenare l’inferno con successo in qualche angolo di mondo, poi, appena qualche giorno dopo, viene trattato da tutti come un relitto di tempi andati, come qualcuno inoperativo e inefficace da cent’anni, buono al massimo per la pensione solo perché – è ciò che si deduce – non ha portato a termine parte di una missione e ognuno sembra ignorare che ciò è successo perché una sua collega gli ha sparato dietro ordine diretto di un loro superiore.
La scena a Macao, poi, sembra volersi ricollegare a tutti i costi al Bond dei vecchi tempi inzeppando in circa dieci minuti tutti i vari Martini agitati/mescolati/shackerati/soncazzo, le seduzioni a colpi di one-liner e i pericoli derivati da animali esotici (le iguanone, che sono l’equivalente della vasca piena di squali; manca solo il laser che minaccia le palle di Bond), finendo col fare un mischione di toni e atmosfere che risulta essere soltanto una sgradevole parentesi anacronistica piuttosto che una piacevole scheggia di passato.

Quello che però affossa definitivamente Skyfall è l’insensatezza di una parte enorme del plot principale che, come vedremo, è costituito dalla incredibile macchinazione del cattivo di turno.

Percorriamo passo dopo passo tutto quello che riguarda il piano del villain  e vediamo come non stia né in cielo, né in terra e come, quindi, ben 3/4 dell’intera storia del film siano basati su una serie di puttanate.

Con SPOILER

Un misterioso hacker (hackers: are so hot right now) fa esplodere la sede dell’MI6 introducendosi nel computer di M (che evidentemente era in grado di operare sulle tubature del gas, ma vabbè…):

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Il Basil Exposition di turno informa Bond che una vaghissima traccia lasciata dall’attentatore riconduce ad Hong Kong, ed un tempo M operava lì. A quanto pare c’è in ballo una lista con le identità reali di parecchi agenti sotto copertura:

Skyfall04…e quindi ecco, ho appena gettato le basi del plot della prossima mezz’ora parlando ininterrottamente per un minuto

AustinPowersSmashing, baby!

Bond, dopo essersi estratto da una spalla le schegge della pallottola che gli è stata sparata dall’uomo che inseguiva nell’incipit, fa analizzare i pezzi di piombo e si scopre che quel tipo di proiettile (molto raro e costoso) viene usato da pochissime persone, tra le quali proprio il tizio che ha colpito 007, un individuo già noto alla CIA, che ha informazioni sulla probabile presenza dell’uomo in quel di Shanghai, impegnato in una missione di killeraggio:

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Bond rintraccia il killer in Cina. Lo lascia compiere la sua missione, in un grattacielo, e poi lo uccide involontariamente, senza quindi venire a sapere chi ha la lista con i nomi degli agenti segreti. Nel palazzo di fronte, dov’è avvenuto l’omicidio per cui il killer era stato assoldato, Bond nota una donna (evidentemente complice del killer) che si è accorta della sua presenza:

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Frugando nell’attrezzatura dell’assassino, 007 trova una fiche da gioco con su scritto “Macao”:

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Seguendo la traccia, Bond va a Macao, al casinò, e presenta in cassa la fiche trovata nella valigetta del killer, che viene cambiata con una cariolata di soldi (4 milioni di euro).
Allo stesso tempo, Bond incontra la donna vista alla finestra a Shanghai, che gli va incontro e attacca bottone:

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I due giocano a carte scoperte: lei sa che Bond ha ucciso il killer, gliene chiede il motivo e lui dichiara di voler incontrare il suo capo. 007 capisce che la donna è una schiava del boss, e con la promessa di ucciderlo la convince a farsi portare da lui.
Lei gli dice occhei, ma lo informa che appena tenterà di mettere un piede fuori dal casinò i brutti ceffi lì intorno proveranno a farlo fuori. Comunque – lei dice – fai quello che devi fare, io t’aspetto su una barca, fai tu:

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Bond e i bruti si prendono a draghi di Komodo sulla schiena. Vince Bond (aiutato dalla collega che era con lui), che va sulla barca dove l’aspetta la donna, con cui poi fa le cose sessuali nella doccia.
Prima di arrivare sull’isola abbandonata dove è nascosto il boss della donna, 007 chiama di nascosto i rinforzi con la radiolina da spia:

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Finalmente Bond si ritrova faccia a faccia col cattivone che, dopo un breve colloquio in cui insinua che il vero motivo di tutta la caciara sia il risentimento nei confronti di M, uccide la donna e si fa catturare dalla cavalleria (chiamata da 007) che rintraccia l’agente col GPS e lo soccorre in elicottero:

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Ricapitolando:

- Se Bond non si fosse estratto le schegge di pallottola dalla spalla non avrebbe rintracciato lo sparatore.
- Se non avesse trovato lo sparatore, e se non lo avesse trovato proprio nel momento esatto in cui era impegnato ad uccidere il suo bersaglio, non avrebbe fatto la conoscenza della donna né sarebbe stato indirizzato a Macao, idem se non si fosse premurato di frugare nella valigetta del killer.
- Se a Macao Bond non fosse sopravvissuto per un pelo – e grazie alla sua collega – all’agguato dei brutti ceffi, non sarebbe mai arrivato all’isola del cattivo.
- Tutta questa serie pazzesca di incredibili coincidenze ed eventi accaduti a catena nonostante ognuno di essi fosse appeso ad un sottilissimo filo, poi, serviva al cattivo soltanto per farsi catturare, tutto qui, cosa che – inoltre – priva di qualsiasi senso l’agguato a Bond nel casinò di Macao e lega il tutto (come se il resto già non bastasse) alla decisione (completamente imprevedibile, anche questa) di 007 di chiamare rinforzi prima di approdare all’isola.

Ma aspettate, non è finita.

Portato il cattivo a Londra si scopre il bluff: Javier Bardem non è altro che un ex-agente dell’MI6 che ce l’ha a morte con M e cova tantissimo ju-on nei suoi confronti.
Mentre gli agenti settacciano il computer del villain, M viene interrogata (in un altro luogo) da una commissione parlamentare che vuole chiarire l’utilità dell’MI6 dopo l’attentato alla loro sede.
Il computer di Bardem è protettissimissimo da una serie di cazzi informatici avanzatissimissimi e invalicabilissimissimi, dei quali si prende cura Q:

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Mentre M viene ascoltata dal governo, si scopre che TA-DAAAAAN! Sorpresa: nel computer di Bardem, il sistema criptato

CGGMA SIGNOVE!

non era altro che una trappola che aspettava di essere decifrata ed innescata da un’intrusione, e che scatena un virus che apre tutti i cancelli nella nuova sede dell’MI6.
Ora, quindi, Bardem è libero e scappa:

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Subito Bond si getta all’inseguimento e finisce nei tunnel della metropolitana londinese.
Il cattivo, nel frattempo, è in una stazione e prende in consegna un pacco da due suoi complici già sul posto, camuffati da agenti di polizia:

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Alt, fermiamoci un attimo a riflettere: chi ha avvisato quei due dell’arrivo di Bardem? Sapevano in anticipo l’orario esatto del suo arrivo? Oppure: quanti decenni hanno passato, travestiti da poliziotti in una stazione della metropolitana, a ripetere all’infinito la loro routine, pregando che il piano prendesse il via e che riuscisse fino all’agognatissimo momento in cui sarebbe apparso il boss e avesse preso in consegna quel benedetto pacco?
Vabbè.

Nel pacco c’è una divisa da poliziotto, con cui il cattivo si confonde tra la folla.
Nonostante il travestimento, Bond – aiutato da Q – raggiunge il cattivo, mentre M – avvertita del pericolo – rimane comunque al suo posto, davanti ai rappresentanti del governo, perché sennò pare brutto.
L’inseguimento prosegue.
Bardem torna a scappare nei tunnel, Bond riesce ad intuire dove si è cacciato il cattivo grazie ad una porta di servizio lasciata socchiusa:

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Finalmente, 007 raggiunge il cattivo nei tunnel ma, proprio quando riesce a metterlo all’angolo, questo fa esplodere una parete delle gallerie facendo precipitare un treno della metropolitana proprio sul capoccione di Bond (e qui, al di là del miracoloso tempismo, siamo chiamati a fare finta di credere che una trappola del genere si sarebbe potuta preparare nei pochissimi secondi di vantaggio che Bardem aveva sull’agente segreto):

Skyfall16

Il cattivo, uscito dalla metropolitana, trova ad aspettarlo un’auto della polizia con a bordo i suoi complici, che lo portano al luogo in cui M è ancora intenta a deporre.

QUINDI:

Muovendo una serie sterminata di ingranaggi di un meccanismo legato a doppio filo alla benevolenza del padreterno di tutte le religioni esistenti al mondo, il cattivo riesce a farsi catturare. Quando il suo scopo (arrivare vicino ad M ed ucciderla) diventa chiaro, poi, si deduce che (cosa che viene detta esplicitamente anche da Q) il villain aveva anche previsto
- …che avrebbero passato al pettine il suo computer (e fin qui, vabbè)
- …che Q sarebbe stato in grado di innescare la complicatissima trappola informatica contenuta nel laptop
- …che M sarebbe stata chiamata a riferire in parlamento in seguito all’attentato alla sede dell’MI6
- …che ‘interrogazione parlamentare sarebbe avvenuta proprio in coincidenza con la sua cattura sull’isola e il conseguente trasferimento a Londra e con la decrittazione da parte di Q delle difese del computer
- …che, sempre come conseguenza dell’attentato, la sede dell’MI6 sarebbe stata spostata in un luogo adiacente ai tunnel della metropolitana e con un acceso diretto agli stessi
- …che avrebbe trovato i suoi complici – non si sa come – ancora intenti a fare avanti e indietro con un pacco in mano e ad aspettare lui da un tempo X
- …che M, avvisata della fuga, si sarebbe rifiutata di rifugiarsi in un luogo sicuro PER NON FARE BRUTTA FIGURA

LinoBanfiGeims Bondo? Maledètto? Mi hai preso per un coglione?

Se sommiamo tutte queste previsioni ai “se” fatti per la prima parte del complicatissimo piano, scopriamo che, in pratica, se lo schema del villain è in gran parte riuscito è solo per quello che diversi miliardi di persone su questo mondo definirebbero “un miracolo” o, per usare dei termini cari agli individui sani di mente, “un’ammucchiata di troiate impossibili”.
Ammucchiata che è valsa, nel mondo, un miliardo e centootto milioni di dolla.
E questo solo nei cinemi, senza contare tutto il resto.

Di Sam Mendes, con Daniel Craig, Javier Bardem, Judi Dench, Naomie Harris e Ralph Fiennes

Recensioni
Final Thoughts

Un film di James Bond di cinquant'anni fa mascherato da 007 del 2013, con una trama che non sta in piedi neanche per un istante ma che, nonostante questo, ha gabbato mezzo mondo, che gli ha tributato un successo senza precedenti. Io però l'ho scoperto e ne ho scritto dettagliatamente sul mio sito, di cui mi occupo nei ritagli di tempo di un lavoro in cui mi faccio un culo così per uno stipendio che fa ride. HAH! CHI È LO STRONZO ADES-oh, wait...

Overall Score 2.5 Fammi il piacere

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