Paganini Horror


PaganiniHorror1989. Mentre il mondo intero riempiva le sale per Batman ed il terzo Indiana Jones, L’ultima crociata, un piccolo film italiano veniva così scippato dell’attenzione e la fama che avrebbe meritato: il luigicozzico Paganini Horror.
Il primo contatto che ho avuto con questo film è stato molti anni fa, trovato su una bancarella del mercato di Porta Portese (habitat d’elezione per gli schifo-movie) ammucchiato con altri nel limbo di un cestone del “tutto a 1.000 lire”, accanto ad altri abominii ed a Lisbon Story di Wenders, fatto che mi fece capire come i tavoli di Porta Portese possano essere considerati come la Livella (di De Curtisiana memoria) dell’arte.
Quel nastro dev’essere ancora qui in casa, da qualche parte, ma cercarlo sarebbe un’impresa tale da poter essere paragonata alle discese negli abissi raccontate da Lovecraft in numerosi racconti. A rimediare a questa situazione ci ha pensato una provvidenziale incursione in un negozio di dischi, dove davanti ai miei occhi si è presentato – ohibò! – il DVD di Paganini Horror edito dalla benemerita Avo Film.
Ma veniamo al dunque.

Dopo un prologo in cui vediamo una bambina (Giada Cozzi, figlia del regista) uccidere sua madre gettando l’asciugacapelli nella vasca da bagno, facciamo la conoscenza della protagonista del film, Kate (Jasmine Main, che tradotto in italiano sarebbe più o meno “Gelsomina Principale”), una cantante di successo alla ricerca del sound che la porterà di nuovo in vetta alle classifiche di tutto il suo condominio.
Durante una sessione in sala prove, però, qualcosa non funziona: accompagnata da Luana Ravegnini ed un reperto anni ’80 come Michele Klippstein, la nostra Kate non riesce a trovare la giusta vena, il groove adatto (e te credo: la canzone che suonano è un plagio imbarazzante di You Give Love a Bad Name di Bon Jovi) nonostante l’entusiasmo e la convinzione in quello che sta facendo, fino a che la produttrice non sbotta e richiama tutti all’ordine. Bisogna trovare un nuovo successo, a tutti i costi, e per fare questo la band – insieme ad una troupe cinematografica incaricata di girare un nuovo video – va a rinchiudersi in una villa abbandonata dove sembra che in passato abbia avuto luogo il patto col diavolo stipulato dal musicista Paganini.
E adesso cazzo dimmi tu come fai a non ritrovare il groove in un posto così. No, dimmelo!

2013-11-21 08.59.02 pm

TETSUOOOOOOO!!!

Non amo inquadrare i film all’interno di un genere specifico, ma se si dovesse attribuirne uno a Paganini Horror non esiterei a nominarlo come “chiamamose”, ovvero uno di quei film in cui gli attori passano il tempo a chiamarsi tra loro a voce alta.
Essì, perché una volta giunti nel villone squallido i personaggi verranno sparsi tra le numerose stanze ed inizieranno ad invocare i nomi degli altri senza fare molto altro. Paganini Horror consiste, per un buon 60%, in gente che grida nomi.
Di seguito, la scena che condensa l’intero mood del film:

Sono spariti in due, Rita e Daniel. Li cercano in tre, all’esterno dell’edificio.
- Uomo, con tono alla Gassman in modalità “Teatro Alto”: “RIIIIITHAAAAAAAAaaaa… DAAAAANIEEEEEEeeeeelll…”
- Kate, con un’insopportabile voce nasale lamentosa: “DAAAAAANIEEEEEEELLL… RIIIIITAAAAAAAAA…”
- Di nuovo l’uomo: “RIIIIITHAAAAAAAaaaaa…”
- Kate: “DOVE SIEEEETEEEEEE…”
- Poi, con lo stesso tono di uno che chiama il gatto: “Rita, Daniel, ma dove si sono cacciati?”
- E ancora: “DAAAAAANIEEEEEEEELLLL…”
- “Kate, è inutile continuare a cercare, se ne sono andati”
- “Hai ragione, è inutile”
- “Torniamo dentro, qui fa freddo Kate!”
- “Sì, ma non capisco che cosa è accaduto, non possono essere spariti all’improvviso tutti e due”
- “Una spiegazione ci sarà, vedrai che la troviamo, ma adesso torniamo di là”
- “Proviamo a chiamare un’altra volta, prima”
- “Sì, proviamo: DAAAAAANIEEEEEEEEEELLLLL…”
- “RIIIIITHAAAAAAAAaaaaaa…”
- L’altra ragazza, a voce bassa, con il tono di quella che si è veramente rotta i coglioni: “è inutile, torniamo”.

2013-11-21 09.02.04 pmCon i poteri che mi darà questa maniglia della farmacia potrò finalmente sconfiggere la maledizione della puzza di chiuso…

Il guaio, però, è che la sceneggiatura non si è limitata a proporre nomi ma, anzi, tra un richiamo e l’altro riesce anche a piazzare perle di demenza sopraffine, come un fungo del legno del ’700 in grado di sderenare una persona in due minuti.

2013-11-21 09.07.04 pm

O ancora, quando Kate si appresta a suonare al violino la melodia che dovrebbe ricacciare indietro il maligno che alberga nella casa: (con voce da bambinella viziata) “Forze del male ritornate da dove siete venute, andatevene!” e prima di iniziare a suonare si dà il tempo con “One, two, one two three…”, perché va bene che ne va della tua vita, ma non è che uno allora può fare le cose a cazzo eh!
Per finire con la minacciosissima e piccata frase che Daria Nicolodi rivolge all’indirizzo dello spiritaccio: “Spirito del male, io TI DETESTO!!!”.

Ma tu si’ firmato u’ contratto!

Un altro momento da culto è il ritrovamento del contratto col demonio, una pergamena su cui è scritto, in perfetto stile burocratico, “In questa casa oggi viene siglato il presente accordo tra Paganini e Satana; al musicista sarà garantita eterna fama in cambio della morte della donna da lui amata, firmato Satana”, con tanto di spazi per la firma siglati “Satana” e “Paganini”. Chissà se l’hanno trovato tra i moduli di Word di Windows From Hell.
Inoltre, a rendere peggiore la già inqualificabile recitazione (soprattutto per quello che riguarda la protagonista) ci pensa un doppiaggio che è da ascoltare per credere, con la voce del personaggio principale rappresentata da un’insopportabile cadenza cantilenante e da toni nasali, nonché da improvvisi accenti inglesi che rendono il tutto una miscela irresistibile (“Lo chiameremo Paganini Har’r!“, “come Maicl Giacsn”.

2013-11-21 09.11.10 pm

La presenza di Donald Pleasence è quantomeno irritante: si limita a fare la faccia da vecchietto diabolico, possiede una valigia la cui serratura ha la combinazione “666″ (uuuuuuuh!!!) e sparge mucchi di banconote ai quattro venti da una torre veneziana, sporcando tutta la città (mi chiedo come avranno fatto ad ottenere il permesso per quella scena senza essere inchiappettati da tutta la giunta comunale di Venezia, bah).
Chiamate un po’ di amici giusti, piazzate Paganini Horror e riderete fino a vomitare.

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito, nell’ottobre 2004, e rivisto a novembre 2013)

Di Luigi Cozzi, con Jasmine Main, Donald Pleasence e Daria Nicolodi

Recensioni
Final Thoughts

Una delle cacate più cacate di tutti i tempi, un film che dimostra che la maledizione di Paganini è vera e che la sua musica è in grado di uccidere dal ride. Da vedere rigorosamente in italiano per non perdere l'incredibile doppiaggio della protagonista.

Overall Score 1 Tarlo del '700

comments powered by Disqus