Le scene che non ci si crede #5 – Strade violente


Se qualcuno mi chiedesse di indicare quale è, a mio avviso, il più grande regista di cacate allucinanti e involontariamente comiche di tutti i tempi, è probabile che il nome che farei sarebbe quello di Joseph Merhi.
Vi assicuro che non c’è Uwe Boll, cialtrone italiano o addirittura Andy Milligan che tenga: con ogni film di Merhi che sono riuscito a vedere sono finito in lacrime e a budella in mano. I film di questo regista (specializzato nel crime saga urbano losangelino contemporaneo e che ha dato il meglio negli anni ’80, una specie di Michael Mann full retard) sono quanto di più vicino ci sia all’opera di Ed Wood dagli anni ’70 ai nostri giorni, un trionfo di meravigliosa inettitudine genuina al 100% che si sposa ad uno stile e a tematiche personalissime riconoscibili quanto folli, il tutto annaffiato di commovente e totale inconsapevolezza.

Non c’è nulla di “fatto apposta” nei film di Merhi, zero ironia postmoderna, nessuna strizzata d’occhio ai fan del bruttissimo e, proprio per questi motivi, tutto straordinariamente autentico. I film di Merhi fanno cacare a livelli inarrivabili perché FANNO CACARE A LIVELLI INARRIVABILI.
E di conseguenza fanno ridere. Fanno ridere una cifra.
Prendiamo ad esempio questo Strade violente (Heat Street in originale).
Premessa/parentesi: nelle prossime righe leggerete affermazioni di una certa importanza, ma vi garantisco che sono sempre molto attento nell’usare paradigmi e termini assoluti, quindi sappiate che non sto mai esagerando quando dico che una certa cosa è per me la “più qualcosa di tutte”.
Strade violente, dicevamo, non solo è uno dei cinque film più esilarantemente brutti che abbia mai visto, ma la scena che prenderemo tra poco in esame occupa senza ombra di dubbio una posizione nella Top 5 delle volte che, in quarant’anni, ho riso fino a stare male seriamente.

Morte causata da risate: sì, è possibile

Il DVD era stato scovato in un cestone dall’amico Tiziano, la cui recensione (pubblicata anni fa proprio su questo sito) parlava del film in termini incoraggianti ma mai veramente entusiasmanti. Insomma, sembrava che Strade violente fosse sì brutto e divertente, ma nulla di memorabile.
Il caro amico si sbagliava.
Oh, quanto si sbagliava.
Se il film, infatti, è molto divertente per via di scene assurdissime e perché condito da un’estetica simile a quella che potrebbe avere un inception a quattro livelli nella mente del parrucchiere di Cindy Lauper, quello che veramente potrebbe – letteralmente – uccidere dalle risate è (a patto, ovviamente, di avere un particolare senso dell’umorismo) l’incredibile finale, che riporterò tra poco shot by shot.

VillainQuesto… questa… cosa… questa cosa qua sopra, ad esempio, è il villain del film. Te lo giuro.
Dalla foto non si capisce, ma quella che ha a tracolla è una borsa A FRANGE.

Prima di tutto, però, è necessaria una premessa: per quanto io mi sforzerò, non esiste modo al mondo che possa descrivere adeguatamente la scena finale, neanche se lasciassi la tastiera a scrittori infinitamente più bravi di me. Il fatto, purtroppo, è che un buon 80% di tutta la carica di comicità involontaria della sequenza è costituito da accorgimenti visivi e sonori che, molto semplicemente, vanno visti, non vanno letti.
Vi basti sapere che per completare la scena ho dovuto mettere in pausa due volte per riuscire a riprendere fiato (ma sul serio eh, nel senso che mi sono allarmato seriamente e mi sono dovuto concentrare per riprendere il controllo sul respiro) e che ho terminato il tutto con la faccia ridotta uno straccio di lacrime, con gli occhi gonfi, la testa rossa e gli addominali a pezzi.
Insomma, Joseph Merhi mi ha quasi ammazzato dal ridere.

The set-up

Iniziamo dal contenuto.
Il protagonista del film, Del Zamora, aiuta un nigga pugile a risollevarsi dalla sua vita di schifo. Il baffuto benefattore phonatissimo si fa in quattro per dare una raddrizzata all’esistenza piena di problemi del boxeur che, per tutta risposta, ringrazia l’uomo trattandolo costantemente come una merda e si va a infilare in casini sempre più hard. Quando la strana coppia andrà a pestare i piedi di una banda di bulli pittati, la ritorsione costerà carissima ai due: la moglie di Baffo e la figlia di Pugno, infatti, verranno sparate senza pietà dal capo della gang (quello della foto vista poche righe fa, un tizio costituito al 90% dal sudore che Freddie Mercury perdeva in tre concerti).
Siccome va bene tutto ma a un certo punto uno dice basta, Baffo prende dal cassetto la sua pistolina calibro LOL e si va a vendicare direttamente nella tana dei brutti ceffi.
E qui inizia la scena.

Un inferno di piombo e birra

Baffo viene immediatamente pizzicato e disarmato dai bruti, che lo legano per i polsi a qualcosa e decidono di farlo fuori.
Da qui in poi la scena (che dura diversi minuti) è interamente girata al ralenty.
Per rendere la morte dell’uomo ancora più crudele ed umiliante (o almeno questa era l’intenzione di quel mentecatto di Merhi), i bulli, a turno, prima di sparargli più volte, si bevono la birra alla faccia sua e poi gli tirano addosso le lattine vuote.
Il fatto è questo: tutta la gang non si limita a farsi una bevuta, no; chiunque passi davanti a quel poveraccio si fa una DOCCIA DI BIRRA scuotendo i barattoli e aprendoli in faccia all’altro, brindando tra spruzzi alti due metri e lattine ancora piene schiacciate in fronte come neanche a capodanno del 2000.
Non è finita.
A fare da colonna sonora alla scena c’è una free tense music #16 – download now!, pochi rumori d’ambiente e una risata costante. Ed è proprio quella risata, l’arma finale che ha quasi permesso a Merhi di uccidermi: nonostante sullo schermo si alternino più persone, la risata che si sente proviene da una sola persona, è chiarissimo che è autentica al 100% e non recitata e passa da “risata a crepapelle” a “piegato in due e inginocchiato a terra dal ridere”.
Quindi, ricapitolando, immaginate tutte le foto che seguono in movimento al ralenty ed accompagnate dalla registrazione audio di un tizio che sta esplodendo dal ridere senza recitare affatto (perché, ripeto, si sente BENISSIMO che è una risata autentica e che il tizio doveva essere con le lacrime agli occhi).

Behold:

01Maramaldi, dove siete?!?

02(Zitti, zitti, eccolo!)

03*SBSCH!* HAH! Adesso non ci puoi più pistolettare! Maramaldi, correte, l’ho gabbato!

03bEEEEEEEEEEEE!!! *PFSCHHHH*
LET THE BEER-TSUNAMI BEGINS, MARAMALDI!

04*SPSSSSHHHHH*
FUCK YEAH!!!

05GARBLAGHAGRLLBLAAABLBLBLBLBL

06Ischerzato con il lancio di lattine nella faccia

07Villani!

08GLARBBRGLAGLGLGLGLGLGLGLGLGL

09BLBLBLBblblblblblblblbl…

10Tiè, becc’t queshta!

11Unnnnnngghhh…

12GLARBBRGLAGLGLGLGLGLGLGLGLGL

13*SBDSCHHHFZZZZZZZZZZZ*

14Aaagggghhhhh…

15AAAAAAAAAAAGLAGLAGLGLGL…

16GLABGLABGLAGLGLGLGLGLGLGLGL

17LET’S PISTOLETT HIM!

18*pziuf*
UUUUNNNNNNN…

19*BSCH*

20EEGGGGGGGHHHH…

21*BSCH*
HENNNN!

22ooooooonnnnnnn…

23Hehe, DIE MUSTACHED MATUSA, DIE!

24*groan*

25MUHAHAHAHAHA

26OUTRAGEOUS FINAL BEFFA

27Vabbè, annamosene va

Purtroppo, stavolta, non sono riuscito a trovare la scena da nessuna parte, sorry.
UPDATED! Grazie alla segnalazione di Rioma e a Tiziano, ecco la scena:

Cose

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