Le scene che non ci si crede #3 – Non ho sonno


Con le opere del Dario Argento post-1995 potrei mandare avanti questa rubrica fino al 2068 (e non è detto che non lo faccia), lasciando in eredità a Darth Vader Morelli materiale a sufficienza per poter continuare fino al 2125. Questa serie pressoché infinita, però, non può iniziare da una scena che non sia quella del parcheggiatore Vs. l’amica della mignotta vista in Non ho sonno, una sequenza in grado di farti percepire fisicamente lo sguardo di risposta dell’abisso nietzschiano.

DariaNicolodi“aaèòòIEAòEIRGHN”

DavidHemmingsWTF???

Nel cinema di Argento, i personaggi ritraenti gente comune che si comportano come scimmie idrofobe o disturbati mentali non sono certo una novità: gli atteggiamenti caricaturali hanno fatto parte dei film dell’ex-maestro da sempre, fin dagli albori (basterebbe pensare alla Daria Nicolodi di Profondo rosso), stemperati ed assimilati, però, da un contesto che li rendeva coerenti al quadro d’insieme. Una volta caduto a pezzi il contenitore per via della mancanza di ispirazione, dello smarrimento della scintilla artistica o di solo cristo sa cosa, però, ecco che i caratteri di certi personaggi, mai veramente evoluti o mutati e ora privi del supporto dato da ciò che li circondava, rimangono nudi davanti allo spettatore emergendo per quello che realmente sono, ovvero ritratti di pazzi isterici che non hanno nulla a che fare né con la realtà, né con l’iper-realtà delle numerose licenze poetiche che il cinema concede ai suoi autori.
Se, insomma – detta in soldoni – un involucro come Suspiria riesce a rendere più che accettabile che Jessica Harper rimanga per quasi l’intera durata del film, pure quando si pettina, con questa espressione

JessicaHarperCiambeeeeeelleeeeee…

altrettanto non si può dire – ad esempio – di Stefania Rocca che cade in paranoia quando un barista le porta una pizzetta ne Il cartaio, o di tutto quello che fa Asia in qualsiasi film.

AsiaAho lo volete vede’ il tatuaggio su la fregna?

Se c’è una scena in grado di far capire come potrebbe essere la vita quotidiana nella Londra invasa dagli infetti di 28 giorni dopo e che riassume perfettamente l’insensata furia omicida che anima anche il più innocuo dei personaggi dell’Argento post-1995, è quella del parcheggiatore in Non ho sonno.
The setup: un’amica di una vittima ha del materiale che potrebbe far identificare l’assassino. Dopo aver atteso invano l’uccisa alla stazione, la donna torna a prendere la macchina per portare (si presume) tutto alla polizia ma, non trovandola, se la prende col parcheggiatore che dorme nella propria auto.
L’estrema ferocia con cui i due si urlano addosso fin dal primo istante è del tutto insensata; non solo il film non si svolge in un’atmosfera surreale che potrebbe giustificarla, non solo nella vita reale nessuno MAI si comporterebbe in quel modo, né esprimerebbe un decimo della rabbia impiegata dai due, ma non si capisce neanche quale scopo narrativo abbia un tale litigio: se, da una parte, è lecito pensare che una simile introduzione al personaggio del parcheggiatore (che tornerà più avanti) possa servire a dipingerlo da subito come un mariuolo, dall’altra, invece, non c’è alcun motivo nel ritrarre la donna come una matta del cazzo (ché tanto morirà di lì a un minuto), né c’è un motivo nell’aver messo in piedi tutto ‘sto casino, perché la sua macchina di merda è PROPRIO LÌ A DIECI METRI, solo che lei non la vede e viene congedata con l’immortale “SSSSSEI UNA TROIA!”, che nella mia vita è diventato un consolidato tormentone.

Ecco la scena, shot by shot (i dialoghi originali sono riportati in corsivo):

01???

02(guardatelo: DORME CON RABBIA!)

03PORCODDDDDDDDDDDD!!!

04HHHEEEAAAGGGHHH (guardate il riflesso assassino nell’occhio)

02b*SBASBASBASBASBASBASBASBASBA*
“Hei! HEI! SVEGLIATI! SVEGLIATI! E SVEGLIATI BRUTTO STRONZO, SVEGLIATIIIYYY!!!”

(notare l’aureola d’acqua fatta saltare dal tettuccio a cazzotti furibondi)

05(prendendo a cartellate il finestrino) “LA MIA MACCHINA DOVE STA???”

06“E tu che cazzo vuoi???”

07“La mia macchina dove CAZZO È FINITA??? DOV’È FINITA LA MIA MACCHINA???”

08“HRRRRRHHH…”

09“È metallizzata, era parcheggiata qui, avevo lasciato le chiavi nel cruscotto, allora mi dici dov’è adesso???”

10“E che ne so io, l’avrà spostata qualcuno!”

11“HAH! E tu stavi qui e non hai visto niente?”

12“MMME L’HAI FATTA RUBARE!

13“VVVVVAFFANCULO!”

14“No, vado a chiamare la polizia, STRONZO!”

15“SSSSSSEI UNA TROIA!!!”

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