Indian Yeti (Ajooba Kudrat Ka)


IndianYetiGiorni fa ricevo un’e-mail da Lorenzo Rossi, un affezionato lettore della MMG: “Filippo, devi vedere questo film. Se la risposta è “si” te lo spedisco al volo per posta prioritaria e GIURO che se riesci a vederlo tutto di fila vengo a Roma e ti offro una cena in pizzeria”.
Lette queste righe, la prima reazione che ho avuto ha coinvolto ovviamente grasse risate e spavalderia: “AHAHAHAHAHAH, pagliaccio infinito! Dice ‘se riesci a vederlo tutto di fila’ a me, che mi so’ visto ‘Stalker’ in una botta sola! AHAHAHAHA! Stolto ingenuo! AHAHAHAHA!”, e così via.
Lo stolto ingenuo ero io, ma ancora non lo sapevo.

Indian Yeti è il classico prodotto indiano medio che dura un botto, non ha senso e ogni venti minuti circa l’azione si ferma e tutti cominciano a ballare e a cantare. E vabbè, fin qui nulla per cui non fossi già allenato, e d’altronde era quello che mi aspettavo.
Una volta avviato il DVD (distribuito in USA dalla Bijouflix, che presenta il film con l’immagine di una specie di Eric Von Stroheim dall’inferno), però, capisco immediatamente che l’esperienza sarà tostissima:

La qualità dell’immagine è peggiore (ma sul serio) di quella dei video iracheni con i giornalisti rapiti, al punto da rendere un buon 30% di film del tutto indecifrabile. Il master è ottenuto da una VHS che credo provenga dal sottosuolo di Chernobyl.
La lingua parlata è ovviamente l’indiano, ma senza alcun sottotitolo
Un terzo dell’immagine è occupato da gigantesche scritte pubblicitarie con animazioni e disegni, che andranno avanti per tutto il film accompagnate da veri e propri spot.

Lo yeti co la merda in faccia

Mi è subito parso chiaro che l’ingoiare un cesto di cobra vivi sarebbe stata un’attività più sopportabile e divertente del guardare Indian Yeti, ma ormai la scommessa era fatta e a quel punto era diventata una questione di principio, e quindi DOVEVO vedermi ‘Indian Yeti’ tutto di fila, a costo di piantarmi un cacciavite nella rotula ogni tot minuti per tenere desta l’attenzione e resistere alla tentazione di spegnere tutto.

Dunque, succede questo: una bambina (Sasha, l’unico nome che ho capito) viene rapita. I sequestratori la portano in una grotta e lì – ta-daaaaannn! – trovano lo yeti, che rompe il culo a tutti tranne che alla pupetta. Per darvi un’idea delle sembianze dell’abominevole uomo delle nevi, immaginate un uomo alto con un paio di Moon Boot ai piedi, mani palmate copiate da quelle del mostro della laguna nera, una stola di pelliccia al collo come quella che aveva mi’ nonna, i capelli di Rod Stewart e un muso da gatto strofinato nello sterco e lasciato essiccare al sole. Ecco, questo è l’Indian Yeti.

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Ammazza le risate!

IndianYeti05Poi, per un’ora buona, la regazzina non se la caca più nessuno e si va avanti con gag divertentissimissime (c’è uno brutto che prende gli schiaffi in faccia da uno grosso; heh!), scene d’azione che ti fanno capire che in India CHIUNQUE può fare lo stuntman (sì, anche tu! “Ma io sono morto due anni fa!”, non fa niente, in India PUOI fare lo stuntman) e, naturalmente, balletti e canti in perfetto Bollywood style.
Finalmente si torna dallo Yeti e dalla bambina: ripresasi da un provvidenziale svenimento – e dopo qualche attimo di terrore – la bimba prende confidenza con il mostro. I due (accompagnati da una musica buffa che ti fa capire che lo yeti è anche un mattacchione) fanno amicizia, escono dalla grotta, vanno sulla neve e anche loro fanno il numero musicale, con la ragazzina che canta “Oh yetiiiiiii, yeti I love youuuuuuu”, mentre il mostro fa l’impacciato, ondeggia a tempo di musica, si nasconde e prende a pallate di neve la bambina.

Ad un certo punto la bambina viene liberata e lo yeti catturato dai cattivi e messo in gabbia. Nel momento in cui tutti ballano e cantano attorno al mostro imprigionato mi si è aperto davanti agli occhi il tunnel di Donnie Darko; cioè, il mio sguardo ad occhi sbarrati era rivolto al televisore, ma in realtà stavo guardando un punto imprecisato di una dimensione parallela nascosta al di là della tv; i suoni si sono fatti ovattati e mi sono messo a pensare che entro sabato devo chiamare l’amministratore di condominio per pagare il mese di gennaio.
Quando ho ripreso il contatto con l’amara realtà lo yeti era stato liberato e si stava svolgendo la resa dei conti finale, showdown in cui uno dei cattivi muore con un classicissimo impalamento, ma con una variante: invece di precipitare dall’alto e rimanere infilzato da una roccia appuntita, il bruto viene scaraventato dallo yeti sul SOFFITTO della caverna per poi rimanere trafitto da una lancia di roccia.
Finale volemose bene: la bambina è salva e lo yeti e salvo, ma i due si devono separare perché sennò pare brutto e, dopo qualche lacrimuccia versata da tutti, i nostri beniamini si salutano con in sottofondo il reprise della canzone dell’amicizia, variata in “Oh yetiiiiiii, yeti WE love youuuuuuu”, perché gli yeti conquistano i cuori di tutti li meio mortacci loro.

IndianYeti02Awwww, povero piccolo, sei triste perché ti hanno cacato in faccia?

Una colonna sonora della madonna

Altri highlights:
- I titoli di testa, accompagnati dalla colonna sonora di Per un pugno di dollari (no, non un riarrangiamento o una cover o un plagio, proprio quella di Morricone, piratata alla grande dal CD, proprio come un brano di Star Wars che si sente per pochi secondi nella caverna dello yeti).
- La pubblicità dell’olio per capelli “Shikakai” (lol).
- La pubblicità dell’unguento “Zinda Tilismath”, adatto per “mal di testa, tosse, raffreddore, mal di stomaco, mal di denti; deve stare in ogni casa”.

Naturalmente non posso fare altro che ringraziare Lorenzo Rossi per la gentilezza e la solerzia dimostrata, ma adesso voglio la pizza più cara di tutta Roma.
Penso di essermela guadagnata.

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito, nel marzo 2006, e rivisto a novembre 2013)

Di Shyam Ramsay e Tulsi Ramsay, con Shagufta Ali

Recensioni
Final Thoughts

Una della miriade di cacate indiane (indiani dell'India) diventate famose su YouTube col trascorrere degli anni, con lo yeti ridotto a un buffone ridicolo che spiaccica la gente sul soffitto e poi si prende a pallate di neve con una bimba, perché gli yeti hanno il cuore grande grande grande grande. Magari morite tutti e due.

Overall Score 1 Yeti We Hate You

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