Febbre d’amore (Fiebre de Amor)


FebbreD'amorePrima di iniziare, un avvertimento: da questa sillaba in poi (la “sil“ di “sillaba“), tutto quello che leggerete racchiuso tra virgolette rispecchia esattamente quello che è stato letto e ascoltato riguardo a questo film. Tutti gli errori, quindi, sono stati trascritti fedelmente dalla fonte originale e non sono involontari.

Ricordate Luis Miguel? Ma sì. Nel 1984, giovanissimo, visse un momento di straordinario successo come cantante del brano Noi ragazzi di oggi, presentato a San Remo e passato da tutte le radio fino a che, neanche un anno dopo, il quarto d’ora di celebrità del baby-urlatore si esaurì (almeno in Italia: in Spagna Luis Miguel ha continuato a cantare con grande successo). Riuscendo a cogliere l’attimo, venne approntato in fretta e furia un film musicarello per spremere quanti più soldi possibile al pubblico in delirio e garantire un futuro roseo allo stesso Luis e ai suoi manager e produttori. Quel film risponde al titolo di Febbre d’amore.

Per riassumere la trama del film lascio la parola alla telegrafica sinossi pubblicata sul retro della videocassetta: “Luis Miguel è l’idolo dei giovani. Di lui si innamora la cantante Lucerito che, tentando di incontrarlo si trova testimone di una rapina di diamanti. Viene rapita. È Luis che riesce a liberarla dopo rocambolesche peripezie. Anche Miguel si innamora di Lucerito”.

Ma perché – vi starete chiedendo – tanta premura nel sottolineare l’origine degli errori presenti in parte della recensione? Il motivo è presto detto, ma andiamo con ordine: Febbre d’amore è un film inevitabilmente orrendo. Come il 99% dei musicarelli prodotti in tutto il mondo, anche questo è infarcito di stupidaggini, gag patetiche e si rivela essere soltanto ed esattamente quello che è, ovvero un veicolo che possa alimentare le fantasie delle fan e la celebrità del protagonista. Quello che distingue Febbre d’amore (e che lo eleva – soprattutto nella nostra nazione – allo status di diamante grezzo dell’orrore su celluloide), però, è un adattamento italiano dei dialoghi che – a dir poco – lascia esterrefatti.
Ascoltando i dialoghi della versione italiana, infatti, è possibile imbattersi in una stupefacente serie di clamorosi errori grammaticali e di sintassi, accompagnata da frasi talmente insensate da rendere il film irresistibilmente comico.

Dobbiamos tradurres questos films ins spagnolos

Leggendo alcuni passaggi della sceneggiatura (tra qualche riga potrete farlo anche voi), sembra quasi che l’adattatore dei dialoghi Renato Polselli si sia limitato a tradurre alla lettera le battute recitate in spagnolo.
Giudicate voi:
“…E per questo ci fa piacere valorizzare i nuovi valori che con Luis Miguel saranno stelle domani”. Eh?
Proseguiamo con “Canta bene il bimbo, ma quello che mi dà fastidio è che tu sia una di quelle esaltate che gridano alla folle!”, con conseguente risposta “Se seguiti, papà, ti giudico una frana!”. WTF?
E ancora: “Cedro? anch’io da giovane bevevo cedro; maturandomi ho apprezzato gusti più crudeli. Gusti più crudeli! Hei, sapore di ananas, sei un pezzo di merda!
Per non parlare poi della sublime “E vuole con queste scuse schiacciare la più docile e leggiadra fanciulla che pratichi i campi di golf di Acapulco? Parlo di io!”.
E che dire di apprezzamenti come “Sei uno schianto d’amore!”?
Insomma, una cosa che io boh.

FDA01

BRB, FBI

Ma non tutto l’orrore di Febbre d’amore è delegato all’incredibile adattamento.
La partner femminile di Miguel è – nella vita reale – un alter-ego del cantante, donna e messicana, chiamata Lucerito, che passa il film ad interpretare la fan sfegatata, a cantare canzoncine, ad urlare come un antifurto e a perdersi in morbosi wet-dreams ad occhi aperti. Se si considera, però, che al momento delle riprese i due cantanti arrivavano a malapena a fare trent’anni in due, ecco che i sogni ad occhi aperti della ragazza assumono un aspetto un tantino inquietante e vagamente imbarazzante per chi guarda.

Uhm, ehm...

Uhm, ehm…

Non solo la ragazzina (che – lo ripeto – all’epoca delle riprese doveva avere circa 14/15 anni) viene perennemente mostrata in ridottissimi bikini, ma insieme al coetaneo Luis Miguel prende parte ad una serie di battute a doppio senso e sottintesi sessuali che in alcuni casi mettono davvero a disagio, come quando Lucerito sogna il suo matrimonio con il cantante: i due arrivano all’albergo ed un inserviente li accoglie dicendo “Qui siamo nell’appartamento nuziale più bello del mondo, signora”, e lei “No, signorina!”, affermazione di dubbio significato sottolineata da Miguel con un laido “Vede, non abbiamo ancora… consumato”. Arrivati davanti ad una piccola scalinata, Lucerito chiede a Luis “Mi prendi?”, e il ragazzo – con un eloquente gesto che amplifica il doppio senso della battuta (la guarda come a dire “Dove? QUI?!?”) – la rimprovera esclamando “Lucerito!!!”, e a quel punto lei dissolve ogni dubbio con “…se mi sollevi sulle braccia per entrare!”. Aaaaaahhh, fiuuuuu, chissà che mi credevo!
Un altro fotogramma del film:

Polizia

Fiebre de Sangre

Un altro elemento davvero incomprensibile e fuori luogo – considerato il pubblico a cui è diretta la pellicola – è la componente splatter (sì) del film, che vede la sottotrama thriller fare uso di schizzi di sangue e di innocenti cani utilizzati come inconsapevoli borse viventi per il contrabbando di diamanti (con uno dei delinquenti che descrive con dovizia di particolari la sorte del quadrupede una volta arrivato a destinazione: squartato e svuotato), fattore che tradisce il passato ORRO del regista.
Al di là degli “elementi di disturbo”, poi, è da non perdere la scena (girata dal vero) del concerto di Luis Miguel: durante gli ultimi istanti dell’esibizione le fan corrono verso il cantante, e se farete attenzione potrete vedere una delle guardie del corpo stendere una ragazza con una contundente gomitata in pieno volto. Ouch!

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È probabile che non riuscirete mai a mettere le mani su una VHS o un DVD in italiano di questo film (in Italia è praticamente introvabile, custodisco la videocassetta da noleggio come una reliquia), ma se avrete la pazienza di cercare un po’ su internet potreste entrare in contatto con un campione di umorismo involontario.

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito, nel marzo 2004, e rivisto ad ottobre 2013)

Di René Cardona Jr., con Luis Miguel e Lucerito

Recensioni
Final Thoughts

Un musicarello che, in Italia, diventa una perla di umorismo involontario grazie ad un adattamento dei dialoghi fuori dal mondo e, più in generale, un film per ragazzini con sottintesi sessuali da galera e cani squartati, svuotati e usati per il contrabbando di gioielli. Fuck Yeah!

Overall Score 1 Jailbait

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