Feast


FeastNon so se capita anche ad altri, ma a volte vengono fuori film che – per motivi insondabili – non ho alcuna voglia di vedere nonostante le ottime recensioni e gli amici che ti fanno una capa tanta (“veditelo veditelo veditelo veditelo veditelo!”). Tutti ne parlano bene, amici e critici, ma non c’è niente da fare: tu, quel film, proprio non lo vuoi vedere, non t’acchiappa, ti piglia male.
Feast, per quanto mi riguarda, faceva parte proprio di questa categoria di pellicole.
Sarà che mi sembrava il solito “horror ironico” pieno di virgolette in cui si smontano sistematicamente e in maniera noiosamente prevedibile tutti i cliché del genere, sarà quella terrificante scritta sulla locandina (“Dai produttori esecutivi Wes Craven, Matt Damon, Ben Affleck e Chris Moore”; EH?!?), non lo so; fatto sta che, alla fine, per vedere Feast ho aspettato mesi e mi sono arreso controvoglia solo nel momento in cui serviva un film di richiamo per le 8 Ore De Sangre organizzate a gennaio (2007) con il PhantaPhilmGroup.

Ebbene, mi sbagliavo. Anzi, no, in parte ci avevo visto giusto: Feast è proprio un “horror ironico” in cui si smontano sistematicamente molti cliché del genere, alla Scream, ma di noiosamente prevedibile non ha proprio nulla, anzi, riesce a farsi beffe delle convenzioni in maniera molto efficace, in alcuni punti risulta genuinamente scorretto e – soprattutto – è uno spasso continuo dal primo all’ultimo minuto.

Ironia, tutte le feste si porta via

Perché sì, dai, l’espediente di sputtanare i meccanismi che regolano l’horror è ormai logoro quanto le stesse dinamiche di cui si fa beffe, e lo strizzare continuamente l’occhio lasciandoti intendere che Hey, hai visto? Io sono dei vostri! è diventato francamente fastidioso. Quello che pochi dei cloni ideologici del film di Craven ha saputo fare, però, è stato sorprendere lo spettatore con qualcosa che andasse oltre la mera esposizione plateale di cliché, convenzioni e luoghi comuni del cinema d’orrore, e che stesse in piedi sulle proprie gambe come idea a sé stante.

Di idee, Feast, ne ha da vendere.
La storiella è semplice semplice: gruppo eterogeneo assediato in un bar da mostri ferocissimi. Punto.
Certo, rispettando il “cliché che segue tutti i cliché” il negro è sempre quello che muore per primo (o quasi), ma stavolta viene seguito a ruota da quello che sembra essere l’eroe di turno, viene preceduto da una presentazione dei personaggi da applausi (una scheda testuale per ognuno), molti si riveleranno pronti ad ogni bassezza pur di salvare il culo (e in questo il film si rivela particolarmente generoso di cattiverie) e la solita oca bionda con le tette belle finirà col… beh, vedetevelo da soli.
Il film, insomma, ha il raro pregio di invogliarti a seguirlo ad ogni secondo che passa.

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Da non sottovalutare, poi, il fattore splatter.
Non so bene in cosa differisca la versione DVD unrated di Feast da quella standard uscita nelle sale americane, ma sono quasi certo che non si tratta dei soliti due-secondi-due con qualche misero zampillo di liquido rosso in più: oltre ad una pioggia di sangue, vomito, vermi e liquidi vari, il film offre una generosa panoramica sull’attività sessuale e sugli organi riproduttivi dei mostri, elemento che culmina in un pazzesco “monster cumshot” che ha lasciato interdetta anche gente che credeva di averle viste tutte.

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Il film è stato visto su DVD americano, in lingua originale e in edizione “Unrated”. Esiste la possibilità, quindi, che un’eventuale edizione italiana differisca per alcuni particolari da quella recensita.

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito, nel giugno 2007, e rivisto ad ottobre 2013)

Di John Gulager, con Balthazar Getty, Henry Rollins, Navi Rawat, Judah Friedlander, Josh Zuckerman, Jason Mewes, Jenny Wade, Krista Allen e Clu Gulager

Recensioni
Final Thoughts

Insieme a Scream e a Quella casa nel bosco, uno dei migliori esponenti del sottogenere che mira a smontare i meccanismi classici dell'horror moderno e, più in generale, uno spassosissimo film che ti incolla davanti allo schermo dal primo all'ultimo secondo, pieno di sangue, budella e MONSTER CUM. Da non perdere.

Overall Score 4 Two Thumbs Up

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