Dracula 3D


DraculaPosterChi si aspettava da Dracula 3D l’ennesimo lolfest regalato da Dario Argento è destinato a rimanere deluso: questa miliardesima rilettura del romanzo di Stoker, infatti, è talmente piatta e anonima che non solo non mostra traccia della pazzia dell’Argento decaduto, ma sembra un film che si è diretto da solo, senza un regista.
Questa, insomma, è la buona e la cattiva notizia, perché senza le risate che ti fanno lacrimare come a un funerale non esiste più un motivo per vedere un nuovo film di Dario Argento.

Il cartaio, Il fantasma dell’opera e compagnia bella erano di una bruttezza inconcepibile perché recitati a mille Km sopra le righe, con una sceneggiatura da vedere per credere e in mano a un regista impazzito. Dracula è il nulla. Dracula è immagini che scorrono senza un perché. Dracula è un direttore della fotografia, diversi operatori, uno scenografo, un costumista e una troupe che si incontrano su un set perché qualcuno ha dato loro un appuntamento e si ritrovano tutti in quel luogo con un fascicoletto di fogli di carta sulla cui prima pagina c’è scritto “Dracula 3D“. Questo è l’unico imput che è stato dato a tutti: “stiamo facendo Dracula 3D, eccoti 100 euro”.
“Ah, e che devo fare con questi 100 euro?”
“Devi fare Dracula 3D
“Ah, e cioè? Quindi?”
Dracula 3D“.
Hanno detto a tutti la stessa cosa tranne che a Simonetti, che ha fatto la colonna sonora di Mars Attacks 2.

NON FENTO PIÙ LA FORFA DENTRO

Chi si aspetta, quindi, di ridere duro, farebbe meglio a lasciar perdere.
Ricordo ancora con nostalgia la proiezione de Il cartaio al cinema Fiamma, quando ancora c’era una piccola speranza e, invece, mi ritrovai in una sala in cui il pubblico iniziò, piano piano, a ridere e a ischerzare ad alta voce il film, fatto che – almeno a Roma – è estremamente raro, incredibile se si pensa che quel cinema è a due passi da Via Veneto e frequentato principalmente da vecchie coi capelli azzurri.
Con Darione Argento siamo arrivati a questo: rimpiangere le sue cacate più ridicole.

Dracula02- …e quindi Pierino dice “Mamma, non sono stato io”, e invece era stato lui!!! AHAHAHAHAHAHAHA, ci si schianta dal ridere!
- Dracula, sei una sagoma sei!

Quello che colpisce, stavolta, è la povertà miserabile della messa in scena, costantemente al livello di una recita parrocchiale.
Sia chiaro: l’insieme coreografico di scenografia, effetti digitali, costumi e direzione della fotografia è concettualmente valido, ma la realizzazione pratica è spesso a livelli sub-amatoriali, una roba che sarebbe azzardata perfino per un prodotto direct-to-video, improponibile per il cinema.
L’aspetto del film è ancora più sconcertante se si pensa che dietro ci sono artisti del calibro di Antonello Geleng e, soprattutto, Luciano Tovoli (!!!).
Credo sia praticamente certo che i problemi derivino dal budget bassissimo, ma credo anche che questo sia un fattore che giustifica solo in parte il disastro e di cui il pubblico possa lecitamente sbattersene.
Gli unici settori salvabili, in cui il risultato raggiunge lo standard professionale minimo, sono gli effetti di make-up e il 3D.

Dracula01- “Pronto, Ciampino? No, ciò n’abete! HHHHHHHHHAAAAAAAAAHAHAHAHAHA!!!
- Dracula, sei proprio matto!

Il film, nel complesso, è una rottura di coglioni insostenibile, qualcosa che andrebbe ammirata anche solo per il coraggio che ha di riproporre ANCORA (e senza il minimo guizzo, senza una microscopica personalizzazione, al di là di piccole modifiche completamente insignificanti) una storia adottata dal cinema fin dai suoi albori.
Ma andiamo al sodo e parliamo di ciò per cui avete cliccato su questa pagina e per cui potreste decidere di dare una cianza a Dracula 3D, ovvero le cose CHE FANNO RIDE.

A REGGINA DAA NOTTE

Innanzitutto, Dracula 3D è da vedere per LEI, il mio idolo, Asia.

DraculaAsia2
DraculaAsiaGRAAAAGGGHHHRRSFTVrtfsvd

Di nuovo, come ne Il fantasma dell’opera, ci vogliono spacciare Asia come una damina ottocentesca con un cervello fatto di pizzi e merletti, delicato ramoscello d’ulivo spezzato dalla malvagità delle forze del male, quando tu non puoi fare a meno di immaginarla ad asiargenteggiare sul set tra una ripresa e l’altra: Aho te chi sei quello der cateri? Che hai portato da magnà? Cell’hai er susci? Asssronzo guarda che è bono! Ma che ne sai te, quello è magnà pell’artisti maledetti come so’ io. Lo voi vede’ il tatuaggio sulla fregna? Tiè, ce sta l’angelo, e sotto guarda che bosco! No ma do’ vai? Se n’è ito.
A cane voi scopà? Come te chiami, Fufi? Voi scopà? Lo voi vede’ il tatuaggio sulla fregna? 

DraculaAsiaCaneDAIE!

E tu proprio glielo leggi in faccia che non vedeva l’ora, che moriva dalla voglia di diventà VAMPIRA, la fìa der buio, er mostro senzuale, SUKIA 2012, e infatti nei pochissimi istanti che le è stato concesso di indossare la dentiera de plastica comprata in cartolibreria si scatena, prima di finire bruciata tra le fiamme generate al computer da una potenza di calcolo pari a quella di una matita messa sull’orecchio di un pizzicarolo.

CGI, ACRONIMO DI CRISTO GESÙ IDDIO

DraculaWorkstationLa workstation usata per gli effetti di Dracula 3D

Arriva un punto, nella vita di un uomo giusto, in cui bisogna chiedersi “ma come cazzo”.
Credo ricordiate tutti, un paio di anni fa, quando su YouTube spuntò fuori il “sizzle reel” (una clip di qualche minuto che di solito si usa nei mercati del cinema per piazzare le prevendite, quando il film è ancora in lavorazione) di Dracula 3D: quei pochi minuti di girato, con gli effetti e il sonoro temporanei, fecero il giro dell’internètt grazie all’incredibile mantide religiosa in CGI, che arrivò a tanto così dal diventare un meme planetario.

DraculaMicrocosmos

Qualcuno si spese in una difficile difesa sottolineando che quelli erano effetti esplicitamente work in progress. Visto il prodotto finito, mi piacerebbe ascoltare cos’hanno da dire adesso quelle stesse persone.
E fosse solo la mantide. Senza stare a rigirare (troppo) il dito in quella piaga verde, bisogna far notare come TUTTI gli effetti di Dracula 3D siano ridicoli a livelli jaw-dropping. Ora, per carità, sul fatto che non tutti i film possano (o debbano) avere degli effetti in computer grafica sofisticati al pari di quelli di Transformers 3 credo non ci piova, ma quando quello che puoi ottenere è un qualcosa che potrebbe fare a gara col primo Tron rischiando seriamente di perdere il confronto, mi chiedo, ha un senso ricorrere alla CGI?
Come si fa, nel 2013, a mostrare una cosiddetta “set-extension” in cui le torri di un castello generate al computer sono a risoluzione più bassa del full-HD (1920×1080 pixel) e, quindi, persino su un moderno televisore (quindi pensa che era al cinema…) vengono visualizzate con un evidentissimo effetto di aliasing?

Update del 27/01/2014: grazie al sempre eccellente DVD Beaver di Gary Tooze posso mostrarvi uno screenshot dell’inquadratura tratta dal Blu-Ray (clicca sull’immagine per ingrandirla):

large_argentos_dracula_05_blu-ray_

Come cazzo si fa?
Come è possibile lasciar passare un’inquadratura in cui si riesce a vedere ad occhio nudo – nonostante la rapidità dell’azione – il passaggio dall’attore in carne ed ossa al manichino con tanto di soggetti sdoppiati?
Il bello è che ogni singolo shot in CGI lo avrebbero potuto realizzare (con risultati di 100 volte superiori) per mezzo di effetti pratici, ottici e con l’aiuto del montaggio.
Invece no:

DraculaMantide

Ditemi, seriamente, se non è meglio questo:

DraculaMantide2AYEEEEEEEEEEEEEEEE!!!

A far ridere una cifra è anche la stazione del treno, in cui si vive la sensazione nettissima che gli attori stiano uscendo da una porta piazzata al centro dell’unico plaid verde che era rimasto a casa de nonna.

PRODUCTION VALUE, SUCCHIAMI LE PALLE

Come dicevo in apertura, la CGI è solo uno dei fattori che concorre a rendere Dracula 3D un film dall’aspetto talmente poraccio da non poter essere preso in considerazione neanche per un’uscita direct-to-video.
Al di là della colonna sonora col theremin usato in maniera non ironica, il film (ma questo lo avrete già notato in molti o letto da qualche altra parte, perché è una cosa lampante) è in tutto e per tutto identico al segmento di Tre uomini e una gamba che vede una pariodia di Dracula da parte di Aldo, Giovanni e Giacomo:

La fotografia (che, ripeto, è ad opera di un genio come Luciano Tovoli) mostra colori accecanti (un verde elettrico che non esiste in natura e fa piangere l’arcobaleno) e la maggior parte dei bianchi completamente bruciati, con un’illuminazione dei set in cui è possibile contare uno per uno i proiettori usati e che consiste, fondamentalmente, in “FARONE A DESTRA/FARONE A SINISTRA”, una cosa che non ti permetterebbe neanche bussare alla porta del Centro Sperimentale.

DraculaZinneDracùlo, directed by Mario Salieri

Gli sfondi consistono principalmente di pannelloni de cartone in cui si vedono, una per una, le pennellate di vernice spalmata per farli sembrare vecchie pareti, con un effetto finale che ricorda al 100% le scenografie di quei teatri da due lire in cui sei finito quella volta che l’amico tuo s’era messo in testa di fa’ l’attore, con il salotto che, una volta spente le luci, lo giri e diventa la cucina, con il caminetto dipinto.

DraculaZinne2Draincula, directed by Joe D’Amato

I costumi, tutti ben stirati e ancora rigidissimi, che cascano addosso agli attori come se fossero fatti di compensato, vanno a vestire personaggi rappresentati come manco nelle fiction ridicole co’ Manuela Arculo, con lo sbirro della situazione che è agghindato come fosse il gendarme di Pinocchio coi baffoni alla umberta, il matto del villaggio sporco demmerda e con le scarpe da sanculotto e le dame vestite come in un porno ad alto budget.

DraculaDonnaA papà ma chi è ‘sta scema cor culo de fori? Me ce voio mette pur’io a pecora. E daaaai, famme mette a pecora! Ma come no?!? Aho lo voi vede’ il tatuaggio sulla fregna?

Vi lascio con quell’indescrivibile sizzle reel e con la locandina di Giallo, precedente film di Argento, probabilmente uno dei poster più brutti che abbia mai visto, uno schifo talmente miserabile che per giorni ho pensato si trattasse di un fake, fino a quando non l’ho visto per strada.
BEHOLD:

DraculaGiallo

Recensioni
Final Thoughts

Una rottura di coglioni dall'aspetto miserabile, un nuovo punto basso che fa rimpiangere robaccia ridicola come Il cartaio o Il fantasma dell'opera (almeno quelli facevano ride una cifra). Lo so, buona parte di voi non riuscirà a resistere alla mantide, ma credetemi, è tempo sprecato.

Overall Score 1.5

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