Dominion: Prequel to the Exorcist


DominionPrequelToTheExorcistProtagonista di un’assurda vicenda produttiva e distributiva (il film è stato completato, i responsabili della Warner Bros. l’hanno visto e hanno detto “Ah…”, quindi lo hanno buttato al cesso e hanno chiamato Renny Harlin a rigirarlo ex-novo), il film di Schrader è stato finalmente dato in pasto al pubblico e ora tutti possono scegliere tra una versione pecoreccia ed una intellettual-chic dello stesso film. Che culo!
In entrambi i casi, passerete due ore a maledire film maledetti che parlano di gente maledetta.

Dove Harlin si è lasciato andare a un dispiego marchettaro di possessione diabolica, rovinando la parte buona del suo film con una serie di svergognate (e insopportabili) concessioni al pubblico di bocca buona in cerca di vomito verde e altre cazzate risapute, Schrader ha ecceduto in sofismi psicologici d’accatto finendo col rendere la sua visione un palloso trattato teologico che avrebbe avuto bisogno di ben altri approfondimenti.
Insomma, le due facce di una stessa medaglia (di latta).
Capisco e apprezzo la voglia di non cedere all’Ovvio, ma aspettare un’ora e venti minuti per sentire pronunciare la parola “possessione” in un film chiamato Prequel to THE EXORCIST, mi sembra francamente troppo.
Pur di fare l’originale, prendere le distanze dal genere trattato e tentare di sorprendere il pubblico, Schrader ha messo in piedi un polpettone esistenzialista che non ha nulla a che fare con la serie di cui fa parte (fatta eccezione per il nome del personaggio protagonista, padre Merrin) e che si rivela essere un fallimento anche tentando l’esperimento di estrapolarlo dal contesto di esorcisti e Pazuzi di cui avrebbe dovuto far parte: al di là della tracimante verbosità della sceneggiatura, sono imbarazzanti le visioni finali di tigri ed aurore boreali che finiscono col dare una pennellata di ridicolo a ciò che era semplicemente noioso, e che trasformano un qualcosa di già vagamente pretenzioso in un delirio intellettualoide.

Il potere di Fisto ti espelle!

FistoHey ladies…

Il guaio, poi, è che nei punti in cui i film di Schrader ed Harlin coincidono (che sono poi le parti migliori di entrambe le pellicole, ovvero quelle dedicate alle vicende personali di Merrin) non si notano differenze degne di nota, proprio quando – invece – sarebbe stato lecito aspettarsi una maggiore sensibilità da parte di un regista, Schrader, che è anche un sopraffino sceneggiatore di miserie umane (suoi gli script di Taxi Driver e Auto Focus. Cioè).

Se fossi costretto a salvare dalle fiamme di un falò soltanto una delle due versioni, credo che me ne sbatterei alla grandissima e correrei dal macellaio a comprare le salsicce da fare alla brace. Ok, scusate, ho sbagliato esempio in maniera clamorosa…
Diciamo, ecco, sì, diciamo che se mi puntassero alla tempia un fucile mitragliatore AK-47 e mi costringessero – pena, la morte – a scegliere una delle due versioni, beh, a questo punto viva Renny Harlin e il vomito verde: almeno con lui non ci si annoia…

Dominion Prequel to the ExorcistAhahahahah, ma porca puttana…

Insomma, per quanto sia avvilente bisogna ammettere che – stavolta – i produttori avevano ragione: come prequel de L’esorcista il film di Schrader è improponibile, e come film tout-court è un frullatone parateologico difficilmente digeribile.

Entrambi i film, però, hanno dimostrato che ad avere la meglio sono stati tutti gli appassionati con un minimo di buon senso, che – senza dover arrivare a spendere decine di milioni di dollari per produrre due film sullo stesso argomento – sapevano già da tempo che quella di mettere in cantiere l’ennesimo film su padre Merrin era soltanto un’idea del cazzo.

Di Paul Schrader, con Stellan Skarsgard, Gabriel Mann

(N.B.: questo testo è stato originariamente pubblicato nella vecchia versione del sito, nell’ottobre 2006, e rivisto a novembre 2013; la recensione si riferisce all’edizione DVD originale (americana) del film. La versione italiana, quindi, potrebbe differire per alcuni particolari)

Recensioni
Final Thoughts

Pur di distanziarsi da tutto ciò che il pubblico si aspettava da un film con il termine "esorcista" nel titolo, Schrader è finto a fare un impiastrone teologico con vaghi accenni all'ORRO e impregnato di una fortissima puzza artistoide. Risultato: i produttori hanno letteralmente buttato via il film e l'hanno fatto girare ex-novo ad un altro. Uno dei rari casi in cui i biechi men in suits avevano ragione al 100%.

Overall Score 2 Era meglio l'altro

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